LA  FAMIGLIA

UNITA' BIOLOGICA, PSICHICA E SOCIALE

 

 

    La famiglia è una unità biologica; i ruoli al suo interno sono regolati dal compito di procreare, accudire ed emancipare la prole. Tutti i mammiferi,  ogni specie con le sue caratteristiche e i suoi tempi,  hanno comportamenti di accudimento della prole che non è capace di sopravvivere senza l’allattamento e la protezione dai predatori e senza l’apprendimento di alcuni comportamenti che non sono del tutto innati: il cucciolo apprende dall’adulto comportamenti complessi di ricerca del cibo,  di lotta e di corteggiamento. (La prova è che i cuccioli cresciuti lontano dagli adulti della loro specie possono non presentare alcuni di questi comportamenti).

  Gli individui non sono intercambiabili: maschio e femmina hanno apparati diversi e svolgono ruoli diversi nella procreazione e subito dopo la nascita della prole.

Terapia famiglia - Firenze - Psicoterapia famiglia - mediazione familiare - Firenze - psicologo, psicoterapeuta, psicologia, psicoterapia   La maturazione dell’individuo avviene per fasi; ogni fase comporta l’acquisizione delle relative competenze (stazione eretta,  deambulazione,  controllo degli sfinteri,  linguaggio,  coordinazione occhio-mano,  ecc.,  per quanto riguarda l’uomo).

  Il cucciolo presenta bisogni di alimentazione,  di protezione dai predatori,  ma anche di rassicurazione (funzione che si esplica da parte dell’adulto con la presenza e con il contatto fisico).

 

    La famiglia è una unità psichica. Bowlby con la sua teoria dell’attaccamento ci fa riflettere sul fatto che la dipendenza affettiva poggia le sue basi sulla necessità di essere accuditi per sopravvivere, quindi su una base biologica, in cui ciò che è in ballo è la sopravvivenza fisica.

    Ciò spiega l’angoscia di annientamento che spesso si accompagna alla separazione fisica nel bambino, ma anche nell’adulto.

    La dipendenza affettiva va ben oltre il bisogno reale di essere accudito per sopravvivere e si esprime in molti bisogni psichici che nell’accudimento prolungato e nella vita della coppia vengono allo stesso tempo soddisfatti e alimentati.

   Possiamo nominarne alcuni, essendo la lista pressoché infinita:

 

    • riconoscimento

    • sostegno

    • scambio

    • condivisione

    • nutrimento

    • valorizzazione

    • contenimento di angosce

    • protezione dalle paure interne ed esterne

   

    Essendo l’essere umano estremamente adattabile in presenza di un ambiente carente può sopravvivere anche senza che tutti questi bisogni vengano soddisfatti,  in presenza di un ambiente capace di soddisfarli può adottare comportamenti dipendenti che tendono a prolungare questa soddisfazione.

    L’unità psichica di una famiglia va intesa anche per quanto riguarda i pattern emotivi: come si ama,  come si odia,  come ci si arrabbia, in una parola il modo di vivere le emozioni poggia ancora una volta su una base biologica tanto che degli apparati vengono interessati per la loro espressione somatica, ma dipende anche dall’apprendimento precoce; ogni famiglia ha una sua cultura emotiva e la insegna: quale emozione si può esprimere, quale no e quando,  quale è più criminalizzata, ecc.

    L’insieme di tutte queste emozioni si organizza in una sorta di visione del mondo emotiva, con una emozione di fondo che fa da leit motiv e che condiziona la visione della realtà e l’attesa del futuro. Questo dato è così fondante che di solito nessuno di noi lo percepisce della propria famiglia, mentre lo può percepire con molta precisione in una famiglia a cui non appartiene.

 

      La famiglia è una unità sociale. La società affida alla famiglia il compito di allevare individui adatti al contesto sociale. In questo senso la famiglia appare quel laboratorio dove l’individuo impara un modo socialmente adeguato di controllare aspetti di sé altrimenti inaccettabili. Per questo ogni cambiamento sociale si ripercuote sulla famiglia.

    La nostra organizzazione attuale si basa sulla famiglia nucleare: padre,  madre,  figli. Non molti anni fa si basava maggiormente sulla famiglia allargata che comprendeva nonni e a volte zii non sposati o altre famiglie nucleari che convivevano.

    Attualmente stiamo osservando un fenomeno in crescita che è quello delle famiglie ricostituite.

    Lo spostamento dei valori sociali verso l’induzione al consumo ha prodotto uno spostamento analogo nella famiglia: il compito prevalente dei genitori non è più quello dell’accudimento (che viene spesso delegato a terzi o alla scuola) ma quello di garantire un reddito che possa porre il figlio in una scala sociale non connotata tanto da una appartenenza di classe, quanto da una di fascia di consumi.

    Ultime questioni, ma non in ordine di importanza, i cambiamenti nella prescrizione dei ruoli maschile e femminile, l’emancipazione sempre più ritardata dei figli in funzione anche di prestazioni sempre più elevate che la società richiede ad ognuno di noi, le angosce catastrofiche aumentate per gli eventi internazionali a cui assistiamo in presa diretta e conseguente bisogno di ognuno di rifugiarsi in uno spazio privato.

    Nonostante le difficoltà, la famiglia nel tempo subisce delle evoluzioni, supera delle fasi, porta a termine i suoi compiti:

 

“Gli uomini hanno in comune con gli altri esseri viventi il processo del corteggiamento, dell’accoppiamento, della costruzione del nido, della procreazione, dell’allevamento della prole e del conseguimento della vita autonoma da parte dei figli, ma a causa della organizzazione più complessa dei rapporti sociali dell’uomo, i problemi che si presentano lungo l’arco del ciclo vitale della famiglia sono patrimonio esclusivo della nostra specie” (J.Haley,  Terapie non comuni).

 

    Ogni fase presenta delle caratteristiche specifiche: c’è un obiettivo da raggiungere e ci sono emozioni,  sentimenti e problematiche proprie di quella fase con cui confrontarsi.

    Diversi fattori intercorrono a determinare l’andamento delle varie fasi,  tra cui:

   

    • le fasi individuali dei singoli componenti del nucleo

    • i fatti reali che intercorrono all’interno del nucleo familiare

    • i fattori sociali presenti in quel momento storico e  in quella cultura

 

    Compito del terapeuta è quello di aiutare la famiglia a raggiungere gli obiettivi della fase che sta attraversando.

 

 

 

 

 

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